K(C)ONGO,
FRAGMENTS
OF INTERLACED
DIALOGUES

VIMAR1991 È PARTNER TECNICO DELLA PRIMA MOSTRA PERSONALE DI SAMMY BALOJI IN ITALIA, INAUGURATA IL 26 APRILE A PALAZZO PITTI, FIRENZE.

Il progetto espositivo costituisce il punto di arrivo di una ricerca avviata dall’artista a partire dal 2016 nelle collezioni di diversi musei del mondo. Nella mostra sono presenti due opere site-specific oltre ad oggetti d’archivio.

Elemento di continuità all’interno del percorso espositivo è un tappeto della lunghezza di 88 metri (The Crossing), prodotto e realizzato per le sale dell'Andito degli Angiolini, la cui decorazione traduce i motivi geometrici e a fasce circolari di quattro preziosi olifanti Kongo (trombe cerimoniali d'avorio intarsiate) eccezionalmente riuniti nella mostra: tre di essi provengono dal Tesoro dei Granduchi di Palazzo Pitti, uno è stato concesso in prestito per l’occasione dal Museo delle Civiltà di Roma. Questi splendidi oggetti segnano il punto di arrivo di un cammino che evidenzia la complessità dei dialoghi intrecciati tra Kongo, Europa Rinascimentale ed Europa Moderna.

CON L’INSTALLAZIONE IMMERSIVA GNOSIS, ISPIRATA ALLA SALA DELLE CARTE GEOGRAFICHE DI PALAZZO VECCHIO, SAMMY BALOJI ESPLORA IL CONCETTO DI WUNDERKAMMER (OVVERO STANZA DELLE MERAVIGLIE) INQUADRANDO LE COLLEZIONI RINASCIMENTALI DI MIRABILIA E NATURALIA E LA NASCITA DEI MODERNI MUSEI ANTROPOLOGICI ED ETNOGRAFICI ITALIANI.

“I’M NOT INTERESTED IN COLONIALISM AS NOSTALGIA, OR IN IT AS A THING OF THE PAST, BUT IN THE CONTINUATION OF THAT SYSTEM”.
SAMMY BALOJI

Le lettere del Re Afonso I del Kongo al sovrano portoghese Manuel I, così come le placche di rame e bronzo di Baloji Negative of Luxury Cloth e la scultura-telaio Goods Trades Roots (nei quali i motivi geometrici rimandano ai preziosi tessuti di rafia, portate in Italia tra il Cinquecento e il Seicento dai mercanti portoghesi), parlano di una relazione paritaria ed orizzontale tra Europa e Africa, che ribalta la narrazione esotica divenuta in seguito predominante.

L’esposizione evidenzia un profilo nuovo delle opere Kongo, che superano le moderne classificazioni "esotiche" o "etnografiche", retaggio della tratta transatlantica degli schiavi e dello Scramble for Africa (conquista dell’Africa) della fine del XIX secolo, le cui implicazioni sono in conflitto con la percezione e i valori culturali contemporanei.

LA MOSTRA SARÀ APERTA IN DUE SEPARATI PERIODI:

DAL 26 APRILE AL 26 GIUGNO E DAL 6 SETTEMBRE AL 27 NOVEMBRE.

SAMMY BALOJI

 

Vive e lavora tra Lubumbashi e Bruxelles. Il suo percorso, iniziato nel 2005 con la documentazione fotografica degli edifici moderni della sua città, si è sviluppato anche come ricerca e produzione visiva insieme a Picha, collettivo di artisti e professionisti della cultura con cui fonda nel 2008 la Biennale di Lubumbashi ed il centro d'arte Picha. Il suo lavoro esplora la memoria e la storia della Repubblica Democratica del Congo in relazione con la storia globale, facendo emergere nella fitta rete di relazioni una complessità che tocca e rivede profondamente la storia moderna europea. L'opera di Baloji rilegge l'impatto della colonizzazione, facendo emergere come l'imperialismo economico presente, rafforzi le relazioni di potere. La sua visione critica parte dalle prime relazioni tra Africa ed Europa nel Quattrocento e ci mostra come i cliché culturali che hanno formato e plasmato le memorie collettive continuino ad avere un ruolo centrale nell'odierna percezione del mondo. Nominato Cavaliere delle Arti e Lettere in Francia, ha ricevuto numerose borse di studio, premi e riconoscimenti, in particolare ai Rencontres africaines de photographie de Bamako e alla Biennale di Dakar. È stato vincitore del Rolex Mentor and Protégé Arts Initiative. Nel 2019-2020, è stato residente all'Accademia di Francia a Roma - Villa Medici. Dal 2018 insegna alla Sommerakademie di Salisburgo. Ha esposto in importanti musei, gallerie e rassegne di tutto il mondo tra cui: Beaux-Arts de Paris (2021); Biennale di Sydney (2020); Documenta 14 (Kassel/Athens, 2017); Biennale di Lione (2015); Biennale di Venezia (2015); Festival Photoquai al Musée du Quai Branly (2015). Nel 2020, è stato incluso nel Power 100, la classifica delle "personalità più influenti nel mondo dell'arte" dalla rivista britannica ArtReview.

SAMMY BALOJI.

K(C)ONGO, FRAGMENTS OF INTERLACED DIALOGUES.

SUBVERSIVE CLASSIFICATIONS

 

Curatela

Lucrezia Cippitelli, Chiara Toti, collettivo curatoriale BHMF

Luogo

Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini

Durata

26 aprile – 26 giugno; 6 settembre – 27 novembre

Esposizione realizzata in collaborazione con

The Recovery Plan, Twenty Nine Studio & Production

Ringraziamenti

Arthub, Féderation Wallonie-Bruxelles, Flanders State of the Art, Galerie Imane Farès, Numeroventi, Rolex Foundation, TBA21, Vimar1991, Traumnovelle

Contatti

Tommaso Galligani, Ufficio Stampa delle Gallerie degli Uffizi, +393494299681

tommaso.galligani@beniculturali.it

Twenty Nine Studio & Production Brussels
Info@twentininestudio.net